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Dossier Scuola, liberi di imparare

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SE VUOI CONTRIBUIRE ECCO COSA PUOI FARE
INDICAZIONI GENERALI

Linee guida specifiche per questa pagina

  • stile impersonale, ma non distaccato: siamo una comunità di persone!
  • massima semplicità, ma chiarezza delle varie motivazioni a favore del Software Libero

Indice

Una comunità con un obiettivo

« La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un'opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione. »
(Giorgio Gaber, La libertà)

Gli autori di questo documento fanno parte di una comunità composta da persone che riconoscono il valore educativo del Software Libero in un contesto storico in cui le repercussioni sociali delle tecnologie informatiche sono sempre più decisive. L'obiettivo è quello di diffondere l'uso di questo tipo di software, nella convinzione che sia l'unico strumento socialmente e tecnicamente valido per educare i nostri cittadini attraverso le tecnologie moderne.

È infatti fondamentale che i programmi informatici possano essere utilizzati da studenti e docenti in ogni ambito e per ogni scopo, che possano essere studiati ed adattati alle proprie esigenze e che possano essere copiati senza restrizione alcuna.

Oltre a questi vantaggi diretti, strumenti software di questo tipo evitano che lo studente sia culturalmente vincolato a rivolgersi ad un unico produttore una volta terminati gli studi ed avviata la propria attività professionale.

Questi temi verranno approfonditi presentando percorsi di adozione, soluzioni innovative e di supporto all'attività didattica, realizzabili con esigui investimenti, un po' di buona volontà e l'eventuale ausilio di professionisti qualificati.

L'informatizzazione e la scuola

Nello svolgere le proprie attività, la scuola si avvale di strumenti e programmi informatici in diversi ambiti. Ogni scuola utilizza computer collegati in rete nei laboratori, programmi a supporto della didattica specifici per ogni materia, software per le attività di segreteria e ultimamente lavagne digitali o superfici interattive multimediali nelle classi più avanzate. Tali soluzioni vengono utilizzate da studenti, docenti, dirigenti scolastici e tutto il personale ATA (personale amministrativo tecnico e ausiliario).

Ogni qualvolta si trova ad operare in questi settori, la scuola deve effettuare delle scelte su cosa sia preferibile adottare. Questo documento può essere d'aiuto per accrescere la consapevolezza di questa scelta ed orientare la scuola verso soluzioni compatibili con le finalità dell'istituzione che rappresenta.

Vantaggi concreti di una scelta importante

Prima di approfondire il perché la scelta del Software Libero per l'istituzione scolastica è un dovere morale e civile, è interessante mostrare i vantaggi concreti ottenuti da chi ha intrapreso questa strada e ha avuto modo di verificarli in prima persona. È ovvio che alcuni di essi, in particolare quelli tecnici, dipendano non solo dall'adozione di Software Libero in sé, ma anche da chi ha curato l'infrastruttura informatica nelle rispettive scuole. Tuttavia è degno di nota che la maggior parte delle esperienze di adozione citate nel presente documento, unitamente ad altre raccontate ad eventi e convegni cui si è partecipato, ne abbiano riscontrato molti in comune:

  • riduzione dei costi:
    • nessuna spesa per nuovi programmi o aggiornamenti;
    • nessuna spesa per aumentare il numero delle installazioni;
    • nessuna spesa per gli studenti che vogliono copiare il programma;
    • le risorse economiche vengono liberate per potenziare le attrezzature, acquistare materiale ed avviare corsi di formazione per personale e studenti;
    • riutilizzo di computer ritenuti obsoleti;
  • vantaggi dell'offerta formativa:
    • educazione alla legalità;
    • educazione alla condivisione della conoscenza e quindi all'aiuto reciproco;
    • vantaggi didattici immediati grazie ad accesso ed impostazioni personalizzati;
    • sviluppo spontaneo di curiosità e creatività che stimolano la motivazione all'apprendimento;
    • approccio ragionato all'uso del computer che potenzia la capacità di adattamento al mondo del lavoro;
    • conoscenza di altri tipi di software e di conseguenza possibilità di una scelta consapevole;
    • disponibilità immediata di innumerevoli programmi specifici per ogni materia;
    • studenti e docenti appassionati acquisiscono competenze di lavoro di gruppo (teamworking) e professionali spendibili da subito nel mondo del lavoro: possono infatti contribuire attivamente al miglioramento dei programmi con personalizzazioni, traduzioni, segnalazioni di problemi;
  • sicurezza informatica:
    • assenza di virus;
    • documenti protetti con accessi personali per ogni studente o docente;
    • implementazione di tutte le misure di sicurezza richieste dalla scuola;
  • minori necessità di manutenzione:
    • prolungamento della "vita" dei computer;
    • eliminazione della necessità di formattazione periodica;
    • riduzione della frequenza degli interventi di tecnici specializzati;
    • risoluzione della maggior parte delle esigenze grazie al supporto gratuito e volontario delle comunità che ruotano intorno agli specifici programmi liberi;
  • innovazioni tecnologiche:
    • ogni studente e docente può usare lo stesso utente in tutti i computer dell'istituto, dove troverà sempre il proprio ambiente personalizzato e tutti i propri file;
    • riduzione della banda Internet utilizzata e velocità delle operazioni;
    • copie di salvataggio periodiche e automatizzate di tutti i documenti e le impostazioni degli utenti;
    • disponibilità di ambienti di gestione delle classi e di documentazione collaborativa;

Oltre a questi innumerevoli vantaggi rilevati in prima persona, si potrebbero affiancarne altri che riguardano in particolar modo i programmi a disposizione della segreteria, per gestire l'anagrafe degli studenti, il registro elettronico, gli orari, le comunicazioni e la prenotazione di aule ed altre risorse scolastiche, ma attualmente l'esperienza di tali vantaggi in Italia non è molto diffusa e perciò ci si riserva di elencarli una volta verificati specifici e numerosi casi di successo.

Chiariamo alcuni concetti

Per affrontare il tema con la dovuta consapevolezza è necessario prima chiarire alcuni concetti fondamentali che spesso vengono fraintesi o mal presentati:

  • Il termine "libero" non sta ad indicare che non ci sono autori che se ne prendono cura

Molti programmatori che scrivono Software Libero fanno parte di aziende note a livello internazionale o di realtà economiche locali. Altri sono studenti o ricercatori universitari. Altri, semplici persone che, per passione, creano qualcosa di utile per le proprie attività e per la società. Anche se un autore di un programma libero, per qualche motivo, dovesse smettere di curare lo sviluppo di una determinata applicazione, tutti possono riprendere il lavoro da dove è stato lasciato in sospeso, per conto proprio, o per conto di terzi che, non essendo addetti ai lavori, ne richiedono le modifiche. Ciò è garanzia di sopravvivenza per ogni programma libero. La stessa cosa non accade per il software proprietario.

  • Copiare Software Libero non è un reato

Commette reato solo chi copia software proprietario. Nel caso del Software Libero la copia è permessa e incoraggiata. Distribuire Software Libero a chi non ne ha è un ottimo modo di aiutare il prossimo senza violare alcuna legge.

  • Il computer e il Software Libero possono essere utilizzati da chiunque

Il Software Libero può essere usato non solo dagli esperti di informatica che studiano come funziona il computer e che devono essere in grado di creare nuove applicazioni, ma anche dalle persone meno esperte, durante le quotidiane attività lavorative o nel tempo libero. A scuola il Software Libero è quindi in grado di rispondere sia alle esigenze delle discipline di informatica che a quelle delle altre materie, per le quali rappresenta un ottimo strumento di lavoro per la realizzazione di progetti educativi.

  • Hardware e software seguono regole di mercato diverse

L'hardware è la parte del computer che possiamo toccare, ciò che è composto da atomi. Il software, invece, è una serie di istruzioni eseguite dal computer, nate dall'idea di un programmatore. Il software quindi è conoscenza. Riferendosi ad un libro: la carta, l'inchiostro e la copertina sono hardware, mentre le frasi, i capitoli, le espressioni scritte sono software. Prima della rivoluzione digitale questi due concetti erano inseparabili, strettamente collegati l'uno all'altro. La nascita del computer, invece, ha permesso di scorporare il software dall'hardware rendendolo riproducibile infinitamente a costo zero. Di conseguenza si può affermare che, mentre è lecito prevedere un'economia che ha come oggetto la riproduzione di hardware, non si può dire lo stesso per la copia del software: essendo infinito il potenziale di riproduzione e condivisione della conoscenza infatti, la copia non risulta essere una risorsa limitata e l'economia si occupa di discriminare l'accesso a risorse limitate. Di conseguenza, mentre un hardware o meglio, un singolo atomo, è utilizzato in un istante da un singolo individuo, il software può essere condiviso contemporaneamente fra molti. È proprio quanto è accaduto per queste stesse righe che sono state riportate da interventi dei professori Roberto di Cosmo e Renzo Davoli: i professori non ne sono stati privati e questo testo è stato arricchito delle loro preziose osservazioni. I sostenitori del movimento del Software Libero hanno capito che questo approccio può essere sfruttato per il beneficio di tutta la società. Condividendo la conoscenza, cioè il software, in modo libero, si stimola la crescita, l'innovazione, ed il raggiungimento di risultati migliori. Per tutti.

  • Gli hacker sono amici della conoscenza

Molte delle persone che hanno contribuito alla nascita e all'evoluzione del Software Libero sono hacker. Questo termine viene troppo spesso associato a chi compie frodi informatiche, ma esso indica in realtà una persona che trova soluzioni ingegnose a problemi di qualunque tipo, non solo informatico (v. Hacker). Se si intende parlare di chi viola i sistemi di sicurezza informatici, il termine corretto da usare è cracker. È importante chiarire questo concetto, non tanto per stravolgere i termini di uso quotidiano, ma perché lo hack, la soluzione ingegnosa, è un atto da elogiare. L'alunno hacker è infatti un alunno motivato ed entusiasta, che vuole scoprire ed approfondire, non solo l'uso del computer e l'informatica, ma anche altre arti e la sua curiosità è una risorsa che sarebbe un peccato perdere. Per lui, per la classe e per tutta la società.

Cos'è il Software Libero?

Il termine software è usato per riferirsi ai programmi utilizzati per svolgere delle attività al computer. Per poter utilizzare un programma l'utente deve accettare una "licenza d'uso" al momento dell'installazione sul computer. Questa licenza stabilisce quello che è consentito e quello che non è consentito fare con il programma. La licenza d'uso è un vero e proprio contratto tra l'utente e il fornitore. A seconda del contenuto di questa licenza un programma può definirsi libero o no.

Il Software Libero si distingue da quello "proprietario" perché la licenza accompagnatoria prevede che, chi lo usa, è appunto libero di usarlo per qualunque scopo, copiarlo, modificarlo e redistribuirlo come vuole: anche a pagamento. L'utilizzo del Software Libero ha anche ricadute di tipo pratico: la legalità, la sicurezza e la gratuità delle licenze d'uso.

Utilizzando una metafora automobilistica, potremmo affermare che "Software Libero" sia come dire "Auto Ecologica"; cioè, non è nient'altro che una connotazione di un qualcosa che tutti i giorni utilizziamo: nel primo caso si tratta di un programma, nell'altro di un'auto. Esistono molte auto, più o meno comode, più o meno costose, o inquinanti, o spaziose, ecc... Del loro totale, le auto che producono un quantitativo di agenti inquinanti minore di una certa quantità possono definirsi auto ecologiche.

Per il Software Libero è molto simile. Un programma informatico può dirsi libero se rispetta quattro semplici regole; queste regole vengono chiamate in genere "le quattro libertà". Non c'è alcun bisogno di essere degli informatici per leggerle: sono chiare e di immediata comprensione.

Le quattro libertà del Software Libero spiegate

La licenza d'uso del Software Libero rispetta sempre le seguenti quattro regole:

  • Il programma libero deve poter essere utilizzato per qualunque scopo.

Se alcuni utilizzi vengono vietati, allora non si tratta di Software Libero. Se, ad esempio, si vieta l'utilizzo per fini commerciali o si consente l'utilizzo solo per fini didattici, allora il software non è libero.

  • Il programma libero deve poter essere studiato e modificato.

Al contrario, il contenuto dei programmi proprietari è, di solito, volutamente nascosto e non vi si può apportare alcuna modifica. Questa regola può essere paragonata alla libertà di poter leggere e modificare gli ingredienti della ricetta di una torta, prima di mangiarla: chi mangia le "torte proprietarie" non sa cosa sta mangiando e non può nemmeno spalmarci sopra della cioccolata. Questo è esattamente il contrario della libertà. Oggi sembra normale non poter modificare i programmi secondo le proprie esigenze, ma usando il Software Libero si possono riscoprire i diritti naturali, come, ad esempio, il diritto allo studio. Il software proprietario vieta questa possibilità rendendo, di fatto, chiunque tenti di studiare un programma un criminale... esattamente la negazione dell'istruzione! Ritornando alla metafora, è necessario comprendere che questa regola privilegia sia chi mangia torte, sia chi le fa. Chi mangia torte ha diritto alla trasparenza per capire se ci sono veleni, o ingredienti che possono causare allergia, da cosa può essere determinato uno specifico sapore, o anche perché vuole far realizzare una torta simile ma con altri ingredienti di suo gusto. Se per chi mangia torte non godere di questa libertà è una violazione al diritto ad assaporare ciò che vuole, per chi le fa è una negazione del diritto al progresso. È rifiutare l'esistenza di altri Isaac Newton che, in una lettera datata 5 febbraio 1676, scrisse: «Se ho visto più lontano, è perché sono salito sulle spalle di giganti». Questo è quanto viene negato dal software proprietario.

  • Il programma libero deve poter essere copiato.

I programmi proprietari che negano la libertà di copia non consentono di aiutare il prossimo e infatti presentano solo due scelte: non copiare il software e quindi non aiutare il prossimo, oppure copiare il software e aiutare il prossimo infrangendo la licenza d'uso, diventando così cosiddetti "pirati" informatici condannati a vivere nell'illegalità. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, ma rispetto alla didattica si verifica un altro problema importante. È sempre più diffuso l'utilizzo di software per la didattica delle materie più disparate. In particolare per i corsi di "uso del computer". In questi corsi il software utilizzato diventa come un libro di testo. Considerando che la copia di un programma ha costo zero (cui si devono aggiungere, nel caso di copia su CD, circa venti centesimi di euro), è giusto costringere l'alunno ad acquistare ad un prezzo esagerato una copia del libro di testo? Il Software Libero concede il diritto alla copia, e quindi consente ad ogni docente di offrire valore aggiunto a tutti i suoi studenti senza per questo compiere un atto illegale.

  • Il programma libero deve poter essere ridistribuito agli altri insieme con le modifiche apportate.

Questo permette all'intera comunità di beneficiare dei cambiamenti apportati da ognuno. Collegando questa regola alle precedenti si può dire che, non solo il Software Libero incentiva la copia, ma invita tutti a donare alla comunità il proprio contributo. A creare cultura, a progredire. Insieme.

Perché la Pubblica Istruzione deve incontrare il Software Libero

Esistono almeno quattro ottimi motivi per cui le scuole dovrebbero adottare esclusivamente Software Libero:

  • Il Software Libero fa risparmiare denaro.

Questo motivo è quello più invitante, ma anche quello più superficiale, perché non centra il cuore del problema, che è etico e non economico. Spesso le scuole non hanno abbastanza denaro per garantire alla società il servizio che vorrebbero. Evitare di acquistare costose licenze di software proprietario in occasione del rinnovamento di un laboratorio, l'acquisto di un nuovo pc o l'introduzione di nuovo software, permetterebbe di investire quella stessa cifra in settori più importanti, come ad esempio l'acquisto di materiali, il potenziamento e l'aggiornamento della struttura o ancora corsi di aggiornamento per i docenti.

Il Software Libero mette a disposizione di tutti un numero enorme di programmi validi, affidabili e disponibili gratuitamente, compreso il sistema operativo, quello che permette ad un computer di eseguire il resto dei programmi.

Come già detto questa motivazione non centra pienamente la questione e spesso le aziende di software proprietario la aggirano "regalando" licenze gratuite dei loro programmi alla scuola. Perché queste aziende lo fanno? Per beneficenza? Perchè vogliono contribuire all'educazione? Il vero motivo per cui lo fanno è che:

  • Il software proprietario crea dipendenza.

Le scuole che acquistano o ricevono in donazione programmi proprietari li insegnano gratuitamente ai loro studenti che, quando entrano nel mondo del lavoro, hanno una tale dimestichezza nell'uso di quei particolari programmi da scongiurare ogni possibilità di cambiamento. A questo punto essi non potranno più utilizzare gratuitamente gli stessi programmi come facevano a scuola, ma dovranno pagarli. In questo modo l'azienda "donatrice" si garantisce una quantità enorme di clienti ed è chiaro quindi che la loro "donazione" è in realtà una strategia di marketing, un fruttuoso investimento per il futuro.

È necessario a questo punto un chiarimento: i sostenitori del Software Libero non sono affatto contrari alla vendita dei programmi e alla legittima retribuzione data dalla stessa; semplicemente ritengono che la pratica di regalare software proprietario alle scuole sia un metodo scorretto e monopolistico di affermarsi nel mercato sulle spalle delle nuove generazioni.

Così come una scuola non fornirebbe mai ai propri studenti dosi gratuite di droga, essa non deve accettare software proprietario dalle aziende.

Il Software Libero garantisce un mercato in cui vige la libera concorrenza: se il software offerto soddisfa le esigenze richieste, lo studente sceglierà il fornitore che lo offre, altrimenti cercherà qualcun altro che propone un prodotto migliore. È impossibile applicare questo meccanismo all'economia del software proprietario, perché in moltissimi casi esso punta ad una supremazia basata non sulla superiorità tecnica, ma su vincoli imposti dai suoi meccanismi di funzionamento, noti solo al produttore del software, o da clausole vincolanti delle licenze espresse a tutela dello stesso produttore, invece che dell'utente e dei suoi diritti.

Il Software Libero aiuta la didattica dell'uso del computer perché è trasparente: si lascia modificare, studiare e quindi spiegare, fino al livello di dettaglio desiderato. Con esso è possibile capire come funziona un computer, comprendendo i concetti che ne stanno alla base e che sono molto meno legati a consuetudini o mode passeggere. Una conseguenza di ciò è che gli studenti che studiano sul Software Libero sono in grado di utilizzare un numero maggiore di programmi nel mondo del lavoro e di fronteggiare meglio le sfide tecnologiche del futuro agendo da persone colte e preparate, invece che da meri utilizzatori o consumatori dell'ultimo gadget tecnologico.

  • Il software proprietario ostacola la conoscenza.

Il compito della scuola è quello di formare una mentalità che favorisca la trasmissione della conoscenza. La storia ci insegna che la scuola, favorendo la circolazione delle idee, è stata motore del progresso della società. La scuola deve continuare a fare questo oggi, e deve continuare nel futuro che verrà. Se un professore presenta e fa utilizzare un programma proprietario alla propria classe, e uno studente curioso gli chiede "Come funziona questo programma?", il professore è costretto a rispondere "Non posso dirtelo perché è un segreto, la conoscenza non è permessa". La scuola non deve essere costretta ad assumere questo atteggiamento, e il Software Libero lo permette. Se questo è vero in generale, nel caso specifico dell'insegnamento dell'informatica lo è ancora di più. Il modo migliore per imparare a sviluppare software, infatti, non è scrivendo piccoli programmi, ma leggendo ciò che hanno scritto altri programmatori (righe di codice) per poi apportare piccole modifiche a grandi programmi già esistenti. Solo il Software Libero fornisce righe e righe di codice da leggere e grandi programmi da poter modificare liberamente.

  • La scuola deve trasmettere lo spirito civico, il libero arbitrio e l'attitudine ad aiutare gli altri.

Fin dalle scuole elementari, la maestra insegna ai propri alunni: "Bambini, se portate in classe un sacchetto di caramelle non dovete tenerle per voi, ma dovete condividerle con i vostri amici!". Questo insegnamento sin dai primi anni di età predispone all'aiuto nei confronti del prossimo, e noi riteniamo che questo valore sia importante se vogliamo che la nostra società migliori continuamente. Quindi, allo stesso modo un insegnante deve poter dire: "Studenti, se portate in classe un programma, non lo dovete tenere per voi, ma dovete condividerlo con tutti gli altri!". Questo concetto non ha a che fare con l'abolizione della proprietà privata, come spesso si crede. Il software infatti non va paragonato ad un oggetto, come una macchina, ma a qualcosa di culturale, esattamente come le frasi scritte in un libro, non come la carta o l'inchiostro di cui esse sono composte. Il software infatti non è il CD, o la scatola di plastica che contiene il CD con la sua copertina colorata. Quello è il supporto materiale con cui viene trasportata la conoscenza. La scuola quindi deve portare solo Software Libero in classe, e permettere così che gli studenti possano portarlo a loro volta a casa per fare i compiti ed esercitarsi.

La tutela delle produzioni che coinvolgono l'istituto e gli alunni

Esulano da questo documento le problematiche di gestione della libertà intellettuale per la tutela delle produzioni di studenti e docenti ai fini della loro pubblicazione, del loro riutilizzo, ed evoluzione. Promuovere la visibilità e il riuso di tali produzioni, dovrebbe essere un obiettivo condiviso e prioritario nel perseguimento delle finalità educative.

I principi che sono alla base della filosofia del Software Libero sono stati esportati ed adattati ad altre tipologie di opere dell'ingegno che presentano, proprio per la loro natura, caratteristiche e quindi necessità diverse. La più evidente espressione di questo fenomeno è costituito dall'insieme delle licenze Creative Commons.

Pur non essendo oggetto specifico di questo documento si ritiene opportuno allegare un appendice che presenti alcuni esempi di come la scuola possa trarre consistenti vantaggi pratici ed educativi attraverso l'utilizzo di questi strumenti di tutela della libertà intellettuale dei rispettivi autori.

Conclusioni

Per riflettere su quanto appena letto, ci si può chiedere:

  • I programmi che i nostri figli utilizzano nelle scuole, possono essere copiati per lo studio a casa?
  • I programmi utilizzati nella didattica possono essere "smontati" per essere studiati?
  • I programmi che utilizziamo quotidianamente sono (e ci rendono) liberi?

Fortunatamente, come si vedrà nei prossimi capitoli, già in alcune scuole si può rispondere affermativamente a tutte e tre le domande.

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