Commedia dell’arte: cos’è, maschere e caratteristiche generali

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commedia dell'arte

La commedia dell’arte è un genere che è nato in Italia nel XVI secolo. Si è contraddistinta fin da subito per dei modi differenti di mettere a punto gli spettacoli teatrali rispetto al passato. Come genere tipico teatrale, la commedia dell’arte è nata nel nostro Paese e poi a poco a poco si è diffusa anche negli altri Stati europei. In questi Paesi esteri, soprattutto in Francia, ha ottenuto un grande successo.

La caratteristica tipica di questo genere teatrale consiste nel fatto che, a differenza di quanto accade nel teatro tradizionale, gli attori non hanno un copione che devono recitare dopo averlo memorizzato. Agli attori vengono indicate soltanto delle linee guida a livello generale.

Le battute e i dialoghi sono lasciati all’improvvisazione e all’espressione dei singoli personaggi. Naturalmente non possiamo dire che la commedia dell’arte si basa soltanto sulla totale improvvisazione, infatti, come avremo modo di vedere nel corso di questa guida, ci sono alcuni caratteri tipici che non possono essere trascurati.

Le maschere della commedia dell’arte

La commedia dell’arte si basa sull’utilizzo di alcune maschere, che rappresentano dei personaggi fissi. Sono quei personaggi che già facevano parte della commedia latina arcaica e che adesso, nel Cinquecento, vengono ripresi.

Ci sono però delle differenze: nella commedia latina i personaggi erano diversi, ma accomunati dalle stesse caratteristiche; invece nella commedia dell’arte questi personaggi si cristallizzano sempre di più e ritornano sempre uguali in ogni commedia.

Infatti molti attori scelgono di concentrarsi su un personaggio in particolare, in modo che esso nel corso del tempo possa essere sviluppato in maniera molto più approfondita.

Le maschere della commedia dell’arte, fra quelle più conosciute, annoverano nomi come Pantalone, Colombina, Arlecchino e Pulcinella. In particolare Arlecchino, Pulcinella e Colombina sono dei servi poveri ma molto furbi, Pantalone, invece, ha il ruolo di vecchio o del padrone.

Ci sono poi i giovani amanti e c’è spesso in ogni commedia la maschera del capitano, come Capitan Spaventa o Fracassa, che rappresentano una satira contro gli spagnoli che a quel tempo detenevano il potere in gran parte del nostro Paese.

I campionari di battute e i discorsi

Precedentemente abbiamo detto che, riguardo alla commedia dell’arte, non si può parlare di totale improvvisazione. Più che altro bisognerebbe puntare sulla creatività degli attori, a cui è lasciata la possibilità di costruire i dialoghi.

Non possiamo dire che si tratta di una totale improvvisazione perché spesso gli attori della commedia dell’arte fanno riferimento a delle raccolte scritte di campionari di battute o ad altri tipi di discorsi, come per esempio i soliloqui o quelli di carattere morale.

Di solito gli attori di questo genere teatrale memorizzavano queste battute che si ripetevano indipendentemente dalla singola commedia. Quindi c’era nella commedia dell’arte una sorta di riproposizione di formule fisse da scegliere di volta in volta tra quelle che si ritenevano più adeguate. Gli attori venivano aiutati anche dal cosiddetto corago, che aveva la funzione di supportarli nella scelta delle battute, nei tempi e nei modi degli spettacoli.

I professionisti della commedia dell’arte

Una delle novità fondamentali di questo genere teatrale consiste nel fatto che le opere vengono messe in scena da attori che possono essere definiti dei veri professionisti. Sono degli attori che recitano per mestiere.

Spesso essi sono riuniti in compagnie teatrali, delle quali facevano parte anche altri professionisti, come gli esperti di recitazione, i musicisti e gli acrobati. Tutti costoro non venivano sovvenzionati dal fatto che un ricco committente desse loro un contributo, ma vivono del denaro raccolto dal pubblico, che paga per assistere agli spettacoli.

Il successo della commedia dell’arte

Abbiamo già detto che la commedia dell’arte, dopo essere nata in Italia, ha raggiunto un certo successo negli altri Paesi europei. Anche nel nostro Paese, comunque, porta dei buoni frutti che possono essere individuati in particolare nella riforma teatrale che è stata portata avanti da Carlo Goldoni e che è stata messa in atto nel XVIII secolo.

Abbiamo già specificato che il Paese in cui si ottennero risultati maggiori è stato costituito dalla Francia. Qui è nata la commedia parigina, che presto è stata conosciuta come la compagnia dei commedianti del re. Infatti proprio i re francesi concedono a questa compagnia teatrale una certa protezione e un certo favore.

Anche gli attori italiani nel Seicento formano delle compagnie teatrali che hanno come sede centrale la capitale francese. La loro influenza nell’ambiente culturale del tempo è stata molto forte. Basti pensare, per esempio, in questo senso al commediante italiano Tiberio Fiorillo, che è stato il maestro di Moliére.

Non possiamo ignorare il ruolo che Moliére ha avuto come riformatore del teatro francese e il legame fra le compagnie teatrali delle commedie dell’arte italiane e la Francia è stato sempre forte ed è durato a lungo, fino alla rivoluzione francese. Le compagnie italiane, che condividono gli spazi con le compagnie teatrali francesi, continuano a raggiungere molti successi, proponendo a lungo anche le commedie in lingua italiana.