Frate Cristoforo: chi è il noto personaggio dei Promessi Sposi

Frate Cristoforo è noto per essere uno dei personaggi più famosi dei Promessi Sposi. Ma chi era frate Cristoforo? Che ruolo aveva nel romanzo frate Cristoforo dei Promessi Sposi? Certamente esiste una relazione all’interno della trama del romanzo storico di Alessandro Manzoni tra frate Cristoforo e Don Rodrigo.

Tante volte a scuola ci siamo ritrovati a fare un tema su frate Cristoforo, in cui ci veniva chiesto di analizzarne la personalità e in cui ci veniva richiesta anche la possibilità di tracciarne il profilo all’interno del sistema di relazioni tra i vari personaggi dei Promessi Sposi.

Vediamo quindi di fare su frate Cristoforo un riassunto preciso, in modo da riuscire a capirne di più e in modo da avere degli appunti a disposizione per tutti quegli studenti a cui è chiesto di tratteggiare questo personaggio, che potrebbe essere definito come uno dei personaggi chiave del romanzo.

Frate Cristoforo: descrizione del personaggio

Frate Cristoforo appare per la prima volta nel quarto capitolo dei Promessi Sposi. Come ci descrive lo stesso Manzoni in maniera molto accurata, questo monaco, che si chiama prima di prendere i voti Lodovico, cresce nell’ambiente di Pescarenico. È qui che si forma ed è qui che decide di dare seguito alla sua vocazione cristiana.

Nel quarto capitolo dei Promessi Sposi vediamo frate Cristoforo mentre si dirige a casa di Lucia e di Agnese. Infatti il frate aveva ricevuto un messaggio, secondo il quale le due donne avevano bisogno di parlare d’urgenza con lui.

Dal punto di vista fisico Manzoni lo descrive come un uomo di circa 60 anni. Aveva la testa rasata tranne una piccola corona di capelli. Inoltre Manzoni ci presenta frate Cristoforo con la barba lunga e bianca e con la fronte segnata da rughe profonde.

Molto particolare è lo sguardo di frate Cristoforo, che spesso mira a guardare a terra. A volte i suoi occhi si possono infiammare.

Frate Cristoforo: carattere del personaggio

Attraverso anche la descrizione fisica, lo scrittore vuole far trasparire qual è il carattere di frate Cristoforo. La sua personalità è caratterizzata, come si ha la possibilità di scoprire nel corso del romanzo, da un continuo conflitto tra orgoglio e umiltà.

La sua personalità è caratterizzata dall’essere un uomo forte, che non si arrende di fronte alle difficoltà. Allo stesso tempo però ne traspare un carattere di uomo umile, molto pacato. Lo stesso sguardo, che è chinato a volte a terra e a volte si infiamma, indica il suo temperamento battagliero, ma allo stesso tempo tende a controllarsi.

Lo stesso conflitto appare nel suo linguaggio, che di solito è umile e a volte può diventare molto impetuoso. Frate Cristoforo è portato avanti nelle sue battaglie dal suo senso di giustizia e dalla volontà di difendere a tutti i costi i più deboli.

La storia di frate Cristoforo

Manzoni ci descrive anche più dettagliatamente la storia di questo personaggio, mostrandoci come da peccatore Lodovico è arrivato alla conversione.

Manzoni racconta che da giovane Lodovico conduceva una vita agiata. Era infatti il figlio di un ricco mercante che aveva guadagnato abbastanza da poter non lavorare e vivere esclusivamente di rendita.

Il padre di Lodovico avrebbe voluto appartenere alla nobiltà, anche se in realtà era un vero e proprio borghese. Il suo desiderio di scalare le classi sociali era così forte che aveva istruito Lodovico come se fosse un nobile. Infatti Lodovico è cresciuto vivendo proprio come se fosse un nobile.

Ma ben presto si accorge che la vita che conduce non lo soddisfa pienamente. Nel suo profondo si sente molto più vicino agli umili e ai deboli. Varie volte ha pensato di farsi frate. Per una questione di precedenze, Lodovico, che poi sarebbe diventato frate Cristoforo, uccide un signorotto. È proprio questo episodio che segna la conversione del frate, che, dopo il delitto, decide di andare a vivere in convento.

Tra l’altro la sua conversione è spinta anche dal fatto che il servo di Lodovico, mentre cerca di proteggere il suo padrone, viene ferito e muore. Lodovico decide di prendere il nome proprio del suo servo, Cristoforo.

Dopo aver preso i voti, come uomo di fede, continua a difendere gli umili dai prepotenti, ma non ricorre più alla violenza, basandosi soltanto sulla forza della fede.

Sergio Alberti
Laureato in Lettere, insegna italiano. Attento da sempre a tutta la normativa che riguarda la scuola, segue con interesse il mondo dell'istruzione. Ama leggere di tutto, soprattutto i saggi.

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