Il vademecum dei presidi romani sull’uso dei social scatena le polemiche

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social scuola

I presidi di Roma hanno pubblicato un vademecum specifico sull’uso dei social. In effetti la questione ha generato parecchie polemiche, perché l’uso dei social in rapporto alle comunicazioni fra gli studenti, le famiglie e gli insegnanti rappresenta una questione molto sentita. Molti insegnanti sono d’accordo sulla limitazione dell’uso dei social, soprattutto dei servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp.

Il web si divide

Le discussioni sono tante sull’uso dei social per comunicare in rapporto agli argomenti che riguardano la scuola. Il vademecum dei presidi romani è stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso e l’occasione che molti aspettavano per far sentire la loro personale opinione sull’argomento.

Molti insegnanti infatti hanno detto che è giusto limitare i messaggi su WhatsApp da parte degli alunni o delle famiglie. Alcuni hanno riferito che si tratta di messaggi inopportuni, che non permettono di staccare la spina nemmeno di sera e nemmeno nei giorni di riposo, come il sabato e la domenica.

Altri docenti invece si dimostrano più tolleranti e sono d’accordo nel far sentire la loro presenza anche al di fuori della scuola.

Si prepara la stretta sulla Pubblica Amministrazione

Secondo alcuni insegnanti, gli studenti, se hanno delle necessità urgenti da comunicare, possono usare la piattaforma ufficiale che è attivata dalle scuole. Altri invece ritengono WhatsApp molto utile, soprattutto per aiutare gli alunni in difficoltà.

Intanto da parte del Ministero dell’Istruzione arrivano chiari segnali su come si voglia regolamentare in maniera molto precisa l’uso dei social in rapporto alla scuola. Non si sa ancora quali saranno le misure specifiche che saranno adottate, ma c’è molta attesa di saperne di più anche in questo senso.