Alla scoperta di Alba Fucens: un’importante colonia romana nel cuore dell’Abruzzo

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Vicino Tagliacozzo e Avezzano presso Albe, un borgo appartenente al comune di Massa d’Albe, si trova un gioiello archeologico:

Alba Fucens, un colonia nata nel IV secolo a.C. situata proprio alla base del monte Velino. Esplorarla significa fare un salto indietro nel tempo. Ecco tutte le informazioni per scoprirla facilmente.

La storia di Alba Fucens

Chi decide di fare una gita a Alba Fucens visiterà i resti archeologici di quella che fu una viva cittadina oltre duemila anni orsono, non può non notare subito tracce architettoniche che si rifanno all’antica Roma. Le testimonianze visibili sono circondate da una rigogliosa vegetazione che offre al visitatore, un’atmosfera di pace e serenità.

Ai non addetti ai lavori il nome Alba Fucens probabilmente non dirà nulla ma si tratta di uno dei luoghi archeologici alquanto significativi e importanti del nostro Paese.
È bene sapere che Alba Fucens rappresenta un pezzo di storia.

Cos’è, dove si trova, come visitarla è lo scopo di questo articolo che invita tutti a fare una gita ad Alba Fucens.
Come accennato di trova in Abruzzo – esattamente in provincia dell’Aquila – e la sua denominazione trae origine che da questo luogo si poteva ammirare l’arrivo dell’alba sull’allora Lago del Fucino. Proprio per via dell’incredibile panorama che offriva al visitatore, Alba Fucens era considerata il balcone della Marsica.

L’agglomerato fu fondato dagli Equi successivamente sostituiti dai Marsi nel IV secolo a.C. Il suo nome all’epoca era Fucentia.

La cittadina si trovava su di un pianoro a circa mille metri di altitudine e data la sua posizione, dominava la valle del Lago del Fucino che allora occupava un’area di circa 200 kmq.
Passata sotto il dominio di Roma (si intuiscono le tracce di un mercato, del foro romano, del bel anfiteatro e delle terme impreziosite da meravigliosi mosaici) dopo che le legioni romane tra il 321 e il 303 a.C. sconfissero le tribù alleate di Marsi, Frentani, Marrucini, Vestini e Peligni, Roma fondò la sua colonia che ospitava circa seimila persone. Alba Fucens non impiegò molto a diventare un centro potente e benestante al punto che Roma consentì alla città di avere una propria zecca nel 301 a.C. e nel 191 a.C. si trasformò in Municipium fino a divenire nel primo secolo, la città più importante del territorio e un significativo crocevia tra Roma e il mare Adriatico.

Dopo la caduta dell’impero romano e l’arrivo dei barbari Alba Fucens venne più volte saccheggiata e devastata fino a trasformarsi in un luogo fantasma.

Cosa vedere a Alba Fucens

Abbandonata e caduta nel dimenticatoio nel corso dei secoli, i suoi resti emersero alla luce nel 1949 grazie ad una iniziativa che vide collaborare il Governo italiano, molti illustri archeologi e l’Università di Lowain in Belgio. Durante scavi durati decenni, Alba Fucens ha preso un posto nella storia grazie ai ruderi che sono stati ritrovati.

All’entrata delle rovine, il visitatore può calarsi nella Roma antica con i resti di strade acciottolate, le porte della cittadina, il Macellum, il Foro, il bell’Anfiteatro e le case dalla forma regolare senza dimenticare la poderosa cinta muraria che si dipanava per più di tre chilometri dove si trovavano le quattro entrate della città: Massa, Fellonica, Massima e la porta sud.

Bello è il Decumanus maximus, che in origine faceva parte della strada Tiburtina Valeria. Questa via principale della città era corredata da un colonnato dove si aprivano diverse botteghe e che aveva la funzione di proteggere i compratori dal maltempo.

In città si venerava Ercole al quale era dedicato un santuario dove è stata rivenuta una grande statua marmorea oggi collocata all’entrata del Museo Archeologico di Chieti.

Anche i resti della piazza del mercato, grazie a basamenti di pilastri ritrovati, fanno intuire che questo era uno spazio al coperto e sono presenti anche dei locali che non hanno fornito indicazioni circa il loro utilizzo.
Come buona abitudine dei romani non potevano mancare le terme insieme ad un Foro che era il cuore pulsante della città. I bagni erano accessibili in certi orari anche alle donne che potevano dedicarsi alla cura della pelle e alla depilazione. Tuttora però, non sono stati trovati i resti del frigidarium, tepidarium e calidarium.

Oltre a botteghe e case, si trova anche una costruzione denominata ”villa urbana” sicuramente appartenuta a qualche ricca persona e si suppone, data la grandezza dei muri, che si elevasse almeno in un secondo piano.

Informazioni utili

Una gita a Alba Fucens significa trascorrere una giornata all’insegna della cultura e dell’aria aperta. Gli spazi sono visitabili liberamente e si consiglia di recarsi all’ufficio turistico che si trova in piazza vicino al parcheggio per ritirare un depliant o per chiedere l’assistenza di una guida autorizzata per visitare i resti per un paio d’ore.

Alba Fucens la si raggiunge con l’autostrada A24-A25 direzione Pescara, se si passa da Roma o L’Aquila, se si proviene da Pescara invece basterà percorrere la A25 direzione Roma. Le uscite ai caselli di ambedue i percorsi avverranno presso Avezzan