Dove vanno oggi gli italiani per studiare all’estero? Queste le mete più gettonate

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Ognuno di noi, oggi, vive routine sempre più frenetiche in cui, grazie alla tecnologia, le distanze sembrano azzerarsi. Tutto questo ha impattato in maniera molto profonda sul nostro quotidiano, certo, ma anche sulle aspettative di molte persone per il futuro. Sono soprattutto i giovani, infatti, a trainare il fenomeno dell’espatrio formativo, un modo efficace per ampliare i propri orizzonti e vivere esperienze del tutto nuove uscendo dalla propria zona di comfort, optando per mete estere disparate. Si parla da tempo di programmi come la proposta Erasmus, ma negli ultimi tempi i concetti appena citati hanno avuto modo di amplificarsi, spingendo diversi studenti a compiere la scelta, non sempre facile, di trasferirsi all’estero, anche solo per un periodo limitato.

Le mete all’estero più gettonate per lo studio

Tra le destinazioni extraeuropee più ambite dagli italiani c’è l’Australia, Paese che offre numerose opportunità sia a chi desidera laurearsi sia a chi è alla ricerca di una formazione professionale. A tal proposito il sito Lae-Edu, molto apprezzato per l’attività divulgativa, spiega in modo preciso e dettagliato come fare per studiare e lavorare in Australia facendo luce sui vari percorsi adottabili dagli stranieri. Al di là di questo, però, occorre chiarire che, un trasferimento, a prescindere dalla destinazione finale e dal tempo di permanenza, richiede una serie di attenzioni non indifferente, trattandosi di una decisione in grado di influenzare, quantomeno, un arco di tempo lungo (seppur eventualmente limitato).

Ritornando per un attimo all’interno dei confini continentali, invece, possiamo osservare come destinazioni come la Spagna e la Francia, oltre alla Gran Bretagna – apprezzatissima nonostante le complicazioni dovute alla Brexit – continuino a macinare consensi tra gli studenti che scelgono di vivere un’esperienza all’estero. I giovani italiani sono determinati a perseguire questa scelta, spingendosi molto spesso fino agli Stati Uniti e al Canada, oltre all’Australia, citata in precedenza.

Stando agli ultimi dati raccolti, sono circa 100.000 gli studenti italiani che studiano all’estero. Non si tratta soltanto di universitari. Molti liceali, infatti, aderiscono ai programmi di studio internazionali. Tra i giovanissimi, il fenomeno in oggetto è in crescita. Oltre 10.000 studenti alle superiori trascorrono dai tre mesi all’intero anno all’estero. Si stima che i numeri in oggetto possano aumentare a vista d’occhio nei prossimi tempi.

I dati nel dettaglio

Possiamo affermare che il trend degli studenti che espatriano in cerca di nuove esperienze lontani dalla loro terra natia abbia fatto capolino nel tessuto sociale nostrano dai primi anni 2000, per espandersi nel corso dell’ultimo quindicennio in maniera decisamente massiva. Ad oggi, del resto, le destinazioni possibili sono sempre di più. Oltre agli USA, diversi giovani scelgono l’Asia, ma non mancano programmi che permettono di vivere esperienze del genere in America Latina ed in Asia, per non parlare dell’Est Europa, sempre più gettonata negli ultimi anni, grazie alla modernità e all’ammontare di opportunità dovute dalla globalizzazione che hanno radicalmente cambiato la percezione delle Capitali.

La maggior parte dei laureandi che vivono esperienze all’estero si concentra nelle aree formative della linguistica, al 30.8%, ma non mancano studenti in medicina e odontoiatria, che costituiscono il 18.5% e gli studenti di architettura, al 16.1%. Oltre ad essere un’esperienza preziosa dal punto di vista culturale ed accademico, lo studio all’estero ha permesso all’80% all’incirca dei partecipanti ai vari programmi negli anni di ottenere stipendi nettamente più alti rispetto a chi è rimasto in patria.

Per quanto possa comportare decisioni complesse, lo studio all’estero porta moltissime soddisfazioni ai giovani, anche vista l’importanza di uscire dalla zona di comfort territoriale e dal nido familiare, in favore di nuovi sistemi universitari e contesti nei quali sviluppare competenze di ricerca in infrastrutture concepite in un’ottica globalizzata e di gruppo.