Morbillo, otto casi a Bari sospetto contagio da figlio di No Vax
Morbillo otto casi a Bari sospetto contagio da figlio di No Vax

A Bari otto casi di morbillo, probabilmente innescati da un bambino figlio di genitori No Vax

Forse ciò che si temeva, è già accaduto. Niente allarmi eccessivi; calma e sangue freddo, certo. Comunque un contagio c’è stato, e i giornali, compresa “La Gazzetta del Mezzogiorno“, riportano che a innescare il contagio medesimo dovrebbe essere stata a Bari una bambina di 10 anni, figlia di genitori No Vax.

Diciamo che adesso saranno svolti i necessari accertamenti, per verificare l’applicazione delle norme di legge e le procedure previsti in questi casi. Se saranno accertate responsabilità, anche penali, è evidente che si tratta di questioni molto serie, perché riguardano la salute pubblica e non la salute di una singola persona.

E il problema è proprio tutto qui. I No Vax non hanno contezza di quanto possa essere devastante un atteggiamento di contrarietà alle vaccinazioni fino al punto di rifiutarle per il loro figli.

La questione, purtroppo, non riguarda i loro figli, o almeno non riguarda solo i loro figli, ma riguarda la salute pubblica, vale a dire di tutto di coloro che stanno a contatto con questi bambini non vaccinati, a cominciare dagli altri bimbi, per finire con qualsiasi altra persona.

Purtroppo negli ultimi anni stanno passando tesi antiscientifiche preoccupanti, e in grado di minare seriamente i rapporti tra cittadini e fra cittadini e Stato.

Tesi oniriche, come quelle delle scie chimiche, di uomini che non sono mai andati sulla Luna, dell’episodio delle Torri Gemelle che non c’è mai stato, e così via. Fino ad arrivare, per l’appunto, alla negazione dell’utilità dei vaccini, che anzi, a detta di molti, in primis dello stesso Beppe Grillo, provocherebbero addirittura l’autismo. Tesi pericolose.

Fino ad arrivare al punto di dire, come ha fatto la Senatrice Taverna, che per immunizzare adeguatamente i ragazzini, basta mandarli dalla zia e far prendere loro il contagio. Sono tesi esposte da personaggi pubblici che comunque esercitano grande influenza sulla popolazione impreparata, su chi non vuole o non può approfondire le questioni.

In fin dei conti potrebbe essere successo proprio questo a Bari. Un focolaio che potrebbe essere scoppiato anche per una tardiva applicazione dei protocolli previsti dalla legge.

Il tutto è avvenuto presso il Giovanni XXIII di Bari. A metà ottobre una bambina si 10 anni, secondo quanto riferiscono dal dipartimento di prevenzione della Asl di Bari, non vaccinata e figlia di No Vax, è stata ricoverata per sospetto morbillo. Il tutto presso il reparto infettivo del Giovanni XIII.

A venire contagiata è stata pure la sorellina più piccola della bimba, anche lei non vaccinata. Poi si ammalano altre persone nello stesso contesto ospedaliero.

La professoressa Maria Chironna, Direttore del Laboratorio di Epidemiologia del Policlinico, spiega in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno: “Le strategie di prevenzione consistono nell’isolamento immediato e nell’invio dei campioni al centro di riferimento regionale che si occupa di accertare ogni singolo caso e stabilire se tutti i campioni sono effettivamente correlati. Se tutti i ceppi sono uguali, si ha un focolaio epidemico di fonte unica”.

Il tempo di incubazione del morbillo è di circa 10 giorni, ma il vaccino (per essere coperti al 98% servono due dosi) innesca una risposta immunologica già entro 48 ore. Il fatto che la catena dei contagi sia già partita crea qualche tipo di apprensione. Non sappiamo se si verificheranno altri casi.

Per Beatrice Lorenzin, ex Ministro della Salute, la confusione creata dal governo, dalla Ministra Grillo con la sua circolare e dall’attività parlamentare della maggioranza sul tema “vaccini”, non poteva non far allentare la guardia sul morbillo che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito come preoccupante in Italia.

In particolare, la non vaccinazione delle corti previste dalla legge, la mancanza di stringenti controlli e il senso d’impunità per chi vuole eludere la legge, finisce per colpire i soggetti più fragili, immunodepressi, bambini troppi piccoli per essere vaccinati, mettendone seriamente a rischio la salute e purtroppo anche la stessa vita.

Le risposte messe in campo dalla maggioranza e sostenute dal Ministro della Salute sono dannose e fuorvianti. Ma la magistratura in questi casi, cosa fa?

Laureata presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, presidente presso Comunicazione e Territori scarlConsulente presso Consiglio Regionale della Campania e presente nellaCommissione Ambiente presso Consiglio Regionale della Campania.

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