Dossier Scuola luglio 19, 2018
Perche i banchi di scuola sono verdi

Perché i banchi di scuola sono verdi? Vediamo di dare una risposta a questa legittima curiosità.

Se la mente decide di correre indietro nel tempo, non possiamo non ricordare il periodo scolastico. A volte i ricordi sono confusi, a volte nitidi, a volte stentiamo a pensare che siano passati tanti anni da quel periodo intenso della nostra vita.

Intenso perché, negativi o positivi che siano i ricordi, quel tempo ci ha formato, ha stampigliato nelle nostre menti informazioni, metodi, stili di vita, proibizioni, gioie e modi di comportarci.

Poi ognuno è andato per conto suo, scegliendo o essendo costretto a indirizzarsi verso determinati percorsi di vita. Eppure quei 10-15 anni della nostra vita sono stati importanti, comunque la vogliamo mettere. Così ricordiamo il professore burbero ma tutto sommato buono, quello odiato, quello vicino al nostro modo di essere e di fare, quello che a scuola non veniva mai, quello che non si meritava nemmeno un calcio nel didietro per quanto era insipiente, quello bello, quello brutto, e così via.

Stesse cose per le maestre o professoresse, naturalmente. Con la differenza che magari alcune di esse, per quanto potessero essere acide o cattive, contenevano in sé i germi incancellabili del materno, e si comportavano di conseguenza. Non era raro vedere qualche maestra o professoressa che si sostituiva in toto alla mamma, e di questo magari ce ne compiacevamo.

Intanto la nostra personalità si sviluppava e noi prendevamo forma e sostanza importanti. Importanti perché, comunque, passavamo un terzo della nostra giornata a dormire, un terzo a stare in casa o comunque con i genitori, un terzo o poco meno lo passavamo a scuola, a contatto con le strutture scolastiche e col corpo docente.

Il quale ultimo non è che fosse, in generale, così preparato a preparare. Venivamo, e veniamo, da una cultura scolastica tutto sommato molto statica, poco dinamica, poco malleabile, poco funzionale con le esigenze della società e a volte addirittura un ostacolo per un inserimento vero, sia nel mondo lavorativo, sia nel mondo civile inteso in senso ampio. Ecco che allora siamo usciti da quel microcosmo con i nostri pregi e i nostri difetti.

Magari eravamo pure intelligenti e predisposti allo studio, ma il sistema, specialmente per quel che riguarda le materie scientifiche, non ci ha consentito di andare avanti più di tanto. Fatte salve le eccezioni, naturalmente. E le eccellenze, come usa dire oggi.

Per il resto questi ricordi hanno dei colori. I colori del giardino dove si giocava con gli altri bambini; i colori della pavimentazione della palestra, i colori smorti degli edifici scolastici, spessissimo retaggio dell’era fascista. I colori della gonna della professoressa, o del registro dei voti del professore. Fino ad arrivare al colore più colore, che quasi identifica il vissuto della scuola.

L’inconfondibile, immancabile, irrinunciabile colore verde dei banchi di scuola. Al quale una volta non facevamo nemmeno caso, tanto era scontato. Non era concepito e concepibile un colore diverso per i banchi di scuola. E se, puta caso, si doveva mettere un banco di colore diverso, non era più qualcosa che appartenesse alla scuola, al sistema dell’insegnamento, era un innesto, e come tale prima o poi andava rimosso.

Magari con vergogna di averlo messo lì impropriamente. E perché, molti si domandano oggi, il colore dei banchi era verde? Non che sia propriamente una questione esistenziale o una domanda da centomila dollari, eppure esiste questa curiosità. Fra le risposte meno astruse ce n’è una che probabilmente è fra le più convincenti.

A scuola ci si deve rilassare, predisponendosi nel migliore dei modi allo studio, e quindi ci va un colore il più possibile rilassante. Il verde è per l’appunto un colore rilassante, tende a riposare gli occhi e la mente. Ricorda i campi, i prati, la natura, e aiuta e incoraggia sia la lettura sia l’apprendimento. Sarà proprio così? Magari potremmo provare con banchi verdi e gialli per vedere se funziona lo stesso.