Test Professioni Sanitarie 2020: quando e come si svolgeranno

Il test professioni sanitarie 2020 sarà svolto l’8 settembre. È un po’ differente rispetto ai test di medicina 2020, perché, pur essendo un test a numero programmato con disposizioni stabilite dal Ministero, ogni singolo ateneo ha la possibilità di predisporre il test e di gestire le relative graduatorie.

Che cosa vuol dire esattamente? Significa che il Ministero dell’Istruzione stabilisce la data per i test, indica quali sono i posti disponibili e quali sono gli argomenti su cui verteranno le prove. A differenza però di quanto succede con i test di medicina, la prova non è comune a tutte le università.

Resta il fatto comunque che, come accade proprio per i test di medicina e veterinaria, anche i test per le professioni sanitarie si svolgono in un’unica giornata contemporaneamente in tutta Italia.

Quanti sono i posti disponibili

Per ogni corso di laurea che rientra nelle professioni sanitarie c’è un diverso numero di posti disponibili. Ti diamo alcune informazioni riguardo ai corsi di laurea per le professioni sanitarie in genere più conosciuti e più richiesti.

Per esempio infermieristica, per il quale ci sono 16.013 posti disponibili. Poi possiamo citare fisioterapia con 2.108 posti, ostetricia con 855 posti, logopedia con 774 posti, tecnica della riabilitazione psichiatrica con 383 posti, educazione professionale con 740 posti. Poi ancora possiamo ricordare il corso in tecnica di radiologia per immagini e radioterapia con 805 posti, l’igiene dentale con 643 posti e la dietistica con 360 posti.

Quali argomenti studiare per il test

Sono diversi gli argomenti che bisogna conoscere e studiare per poter partecipare al test per le professioni sanitarie 2020 e sperare di essere piuttosto preparati.

Infatti, anche se i test possono divergere a seconda dell’ateneo di riferimento, ci sono degli argomenti comuni che, come abbiamo specificato precedentemente, sono stabiliti dal Ministero dell’Istruzione e dell’Università.

Il test in generale (questo vale per tutto il territorio nazionale e per tutte le università) sarà composto da 60 domande. Gli argomenti si dividono in logica, matematica, fisica, biologia, chimica e cultura generale.

È da ribadire il fatto che non ci sarà una graduatoria nazionale unica, ma ogni ateneo pubblicherà la propria graduatoria e la gestirà anche a seconda delle operazioni di scorrimento.

In particolare i test sono composti da 12 domande di cultura generale, 10 domande di logica, 10 domande di biologia, 12 domande di chimica, 8 domande di fisica e matematica. Per quanto riguarda l’attribuzione del punteggio, i criteri sono stabiliti a livello nazionale dal Ministero.

Nello specifico vengono attribuiti 1,5 punti per ogni risposta esatta, 0 punti per ogni risposta non data. Inoltre è prevista una penalità di -0,4 punti per ogni risposta data che risulti sbagliata.

Come iscriversi al test

Nonostante il Ministero abbia stabilito delle regole generali, rimane ferma la possibilità, come dicevamo, per ogni singolo ateneo di stabilire delle modalità e delle tempistiche in particolare.

Per questo, se ti vuoi iscrivere al test per le professioni sanitarie 2020, devi consultare gli appositi bandi pubblicati dalle università che ti interessano e che vorresti frequentare. Infatti ricordati, come ti abbiamo detto prima, che ogni università avrà una graduatoria propria, con la ripartizione dei posti specifica.

I due tipi diversi di graduatorie

Per tenere conto delle graduatorie da consultare, ti diciamo subito che verranno messe a punto per le professioni sanitarie 2020 due diverse tipologie di graduatorie. La prima tipologia è quella che riguarda le preferenze. La seconda è invece quella che riguarda il punteggio.

Nel primo caso vengono tenute in considerazione le opzioni di scelta del candidato in base all’ateneo che vorrebbe frequentare. In questa tipologia di graduatoria il punteggio passa in secondo piano, perché all’interno troverai una graduatoria divisa dal punteggio a seconda del corso di laurea prescelto.

Nella graduatoria per punteggio, invece, viene tenuto come primo criterio di scelta il punteggio riportato per il test e, soltanto come secondo elemento, le preferenze espresse dal candidato su quale ateneo vorrebbe frequentare per il corso di studio.

Sergio Alberti
Laureato in Lettere, insegna italiano. Attento da sempre a tutta la normativa che riguarda la scuola, segue con interesse il mondo dell'istruzione. Ama leggere di tutto, soprattutto i saggi.

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