Droga, a Monza è una questione “di famiglia”
Droga a Monza una questione di famiglia

In genere circolano molti pregiudizi sul mondo della droga, soprattutto tra chi non ci ha ai avuto a che fare direttamente, per fortuna aggiungeremmo.

Ci si immagina lo spacciatore come un tipo losco, sinistro, magari armato e tatuato, e molti potrebbero effettivamente rispettare questo identikit, ma di certo non mancano le eccezioni.

Lo conferma la storia odierna che viene da Seregno, in provincia di Monza: un’intera famiglia è stata arrestata con l’accusa di traffico e detenzione di cocaina.

Nello specifico, sono finiti in manette nonna, figlio e nipote in esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Monza. La famiglia di pusher è composta da una donna di 75 anni, dal figlio pregiudicato di 51 e dal nipote di 22, appena diventato a sua volta papà.

Con loro è stato fermato anche un altro spacciatore.

Le indagini erano partite tre anni fa a seguito di un atto intimidatorio commesso ad Albiate (MB) dove erano stati sparati alcuni colpi con un fucile caricato a pallettoni contro l’auto di un pregiudicato, all’epoca “buttafuori” di un locale notturno della zona. L’indagine ha permesso di documentare il commercio di stupefacenti, di arrestare sei persone e indagarne 14 in totale.

La nonna era colei che materialmente deteneva e spostava la droga, che teneva nascosta tra il mangime degli animali, nel suo pollaio.

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