Obesità infantile: tassare le bibite gassate?

Obesità infantile, davvero la soluzione sarebbe tassare le bibite gassate?

Certo, tutto si pensava fuorché in Italia vi fosse un’emergenza obesità infantile. L’Italia sembra sia in testa in Europa per questa triste classifica.

Noi che abbiamo una delle diete migliori del mondo, quella mediterranea, evidentemente non riusciamo a utilizzarla adeguatamente anche con i bambini, il che è molto grave. Anche perché all’obesità, come noto, si accompagnano pure malattie di rilievo.

In sostanza vuol dire che i nostri figli mangiano troppo e male, e tendono a non fare attività sportiva, Peggio di così, in effetti, non si può.

Fra hamburger, salse, patatine fritte e quant’altro di esageratamente grasso ed elaborato che ci propinano certi cibi di provenienza statunitense, i ragazzini si rimpinzano di cibi che fanno decisamente male. Un arretramento probabilmente di tipo non solo alimentare, ma più complessivamente culturale.

Paolo Barilla, Vicepresidente del Gruppo di famiglia, intervistato dal Corriere della Sera, dice a proposito il suo pensiero:

I consumi di pasta, alla base della dieta mediterranea, sono in calo da diversi anni ma le rispondo di no e lo faccio con onestà. Le nostre preoccupazioni sono a più ampio raggio e il forum internazionale che organizziamo da oggi a Milano ne è la dimostrazione. Protagonisti saranno personalità indipendenti di tutto il mondo che si interrogheranno sul futuro del pianeta, non sul fatturato dell’azienda”.

L’aumento dell’obesità è soprattutto un cambiamento delle scelte delle persone e dei produttori. Quando ero bambino, si giocava a pallone sotto casa. Oggi, si gioca con i videogame a casa. Diverse multinazionali hanno allargato il loro mercato con proposte che non avevano al centro uno stile di vita corretto. In Italia poi abbiamo pensato che per le nostre tradizioni fossimo al riparo e l’industria alimentare ha agito in ordine sparso, ognuno ha badato al suo interesse immediato”.

“Ma serve l’autocritica per trovare la strada del miglioramento. Oggi qualità non vuol dire solo prodotti sani, bensì intervenire dal seme fino alla salute del consumatore. Il vecchio modello “più produci meglio è” non funziona e in parallelo però l’industria si accorge di essere inadeguata a sostenere da sola la responsabilità di invertire la rotta”.

Interrogato poi sul governo Conte, Paolo Barilla ha proseguito: “Non si vede l’innovazione come un valore e il governo è molto orientato a ridistribuire quello che non c’è e non ha. L’obiettivo prioritario dovrebbe essere creare nuova ricchezza che serve a pagare un welfare capace anche di affrontare l’emergenza obesità. Invece viene portato avanti un modello autarchico e gli osservatori esterni ci percepiscono come un Paese che si sta chiudendo”.

Ma poi Paolo Barilla ci dice una cosa che non è così scontata, dal momento che siamo abituati a considerare l’aumento eccessivo del peso direttamente proporzionale al benessere delle persone: “ L’obesità colpisce le fasce più povere e il paradosso è che incide più al Sud che al Nord, quel Sud culla della dieta mediterranea. Quando l’offerta di cibo fast food si congiunge alla scarsa attività fisica e a un’ampia quota di grassi ingeriti, si determina un combinato disposto estremamente negativo, specie per i giovani”.

E sulla eventuale tassazione delle bibite gassate? “Non credo a questa misura, chiosa Barilla. Perché solo le bibite? Mi sembra discriminatorio. Non porta a un senso di responsabilità”.

Insomma, un’alimentazione corretta, uno stile di vita sano che dice “no” agli eccessi e “sì” allo sport, in definitiva, sono sempre le indicazioni migliori per dimagrire e per combattere l’obesità infantile, la quale ultima in Italia è diventata una vera e propria emergenza sanitaria. Infatti, secondo i dati Oms oltre il 21% dei bambini tra i 6 e i 10 anni è a rischio. Un allarme quello lanciato Paolo Barilla, che tutti noi faremmo bene a raccogliere.

Dossier Scuola
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